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Professionisti del Successo

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IMU: l’imposta, introdotta nel 2012 e ridisciplinata dalla Legge di Bilancio 2020, rappresenta oggi uno dei tributi cardine del sistema fiscale immobiliare italiano. La prossima scadenza prevista per il versamento del saldo dell’imposta (50% sul totale dovuto) è il 16 Dicembre. In quest’articolo approfondiamo i presupposti del tributo, chi è tenuto a pagarla, le aliquote e le principali agevolazioni.
L’imposta si applica al possesso di fabbricati – con esclusione dell’abitazione principale, salvo che rientri nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9 – nonché alle aree fabbricabili e ai terreni agricoli. Rimangono tuttavia in regime autonomo le province di Trento e Bolzano e la regione Friuli-Venezia Giulia, dove vigono IMIS e ILIA.
Fondamentale è il concetto di “abitazione principale”, definita come l’unità immobiliare in cui il possessore dimora e risiede anagraficamente: un principio chiarito anche dalla Corte Costituzionale, che ha eliminato il vincolo riferito all’intero nucleo familiare, consentendo ai coniugi con abitazioni distinte di beneficiare dell’esenzione, salvo controlli comunali che verifichino l’effettività della dimora abituale.
Sono previste inoltre agevolazioni per cooperative edilizie, alloggi sociali, immobili delle Forze armate e abitazioni destinate a genitori affidatari, mentre il Comune può equiparare ad abitazione principale gli immobili di anziani o disabili ricoverati permanentemente.
La disciplina distingue anche le aree fabbricabili, tassate in base al valore venale, e i terreni agricoli che, salvo eccezioni, sono soggetti a IMU con base imponibile calcolata sul reddito dominicale rivalutato. Non sono tassati i terreni di coltivatori diretti e IAP, quelli montani o collinari, e i terreni a uso collettivo. Alle pertinenze legate all’abitazione principale (C/2, C/6 e C/7) viene estesa l’esenzione nel limite di una per categoria. L’imposta è dovuta dal proprietario, dal titolare di diritto reale, dal concessionario su aree demaniali o dal locatario in leasing.
La base imponibile varia in funzione della rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per coefficienti specifici, mentre per aree e terreni si applicano valori determinati secondo criteri catastali e urbanistici. Le aliquote IMU, stabilite dallo Stato, possono essere aumentate o diminuite dai Comuni entro limiti prefissati, fino a includere la maggiorazione dello 0,08%.
Numerose sono le esenzioni: immobili pubblici, culturali, di culto, della Santa Sede, degli enti non commerciali (purché utilizzati per attività non commerciali), fabbricati occupati abusivamente e beni merce delle imprese costruttrici. Tra le riduzioni più rilevanti rientrano il -50% per immobili storici, fabbricati inagibili o concessi in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado, se in possesso dei requisiti previsti. È inoltre prevista una riduzione del 25% sulle aliquote degli immobili locati a canone concordato.
L’IMU si paga in due rate – 16 giugno e 16 dicembre – tramite F24 o bollettino postale, mentre la dichiarazione IMU è richiesta entro il 30 giugno dell’anno successivo solo nei casi in cui l’amministrazione non possa rilevare automaticamente le variazioni catastali o giuridiche, intervenute a seguito, ad esempio, di nuove acquisizioni o cessioni di immobili nel patrimonio del contribuente.
Con il nuovo modello di dichiarazione IMU approvato nel 2024, il sistema punta a una gestione più ordinata e trasparente del tributo, offrendo ai contribuenti un quadro normativo più chiaro ma ancora complesso, che rende necessaria un’accurata attenzione a esenzioni, agevolazioni e casi particolari per evitare errori nel versamento. Avvalersi di una consulenza specializzata può risultare particolarmente utile per il contribuente: contattaci per saperne di più.
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