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Professionisti del Successo

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Spese detraibili e deducibili: due categorie fondamentali nella pianificazione fiscale delle partite IVA. Gestire un’attività professionale di questo tipo, infatti, comporta la necessità di fruire di deduzioni e detrazioni nel rispetto della normativa vigente in materia. In molti casi, specie in assenza di una consulenza specializzata sul tema, non è sempre chiara la differenza – sostanziale – tra queste due categorie. In quest’articolo proveremo ad esplicitarla e a comprendere, a grandi linee, il trattamento fiscale delle stesse.
Le spese deducibili sono quei costi e oneri sostenuti nell’ambito dell’attività professionale che possono essere sottratti dai ricavi complessivi, così da ridurre il reddito imponibile su cui vengono calcolate le imposte. Le spese detraibili, invece, non incidono direttamente sul reddito ma sull’imposta lorda dovuta, diminuendo la somma finale da versare allo Stato.
In sintesi, le spese deducibili riducono la base imponibile, mentre le spese detraibili intervengono in un momento successivo, abbassando l’importo effettivo delle imposte da versare.
La deducibilità si può comprovare con tre requisiti fondamentali: l’effettività e la corretta documentazione delle spese, il legame diretto con l’attività svolta e la congruità delle stesse, ovvero la loro diretta proporzionalità con la natura del lavoro e il volume d’affari.
Il vantaggio dato dal sostenimento di spese detraibili e deducibili è decisamente maggiore per chi opta per il regime di contabilità semplificata (noto ai più impropriamente come “ordinario”).
Chi adotta il regime ordinario, infatti, può beneficiare di un’ampia deducibilità delle spese legate all’attività, come quelle relative ai beni strumentali, ai servizi professionali, ai software, ai contributi previdenziali, ai corsi di aggiornamento, alle spese pubblicitarie, all’utilizzo di autoveicoli aziendali, al carburante e ai viaggi di lavoro. Anche le spese detraibili nel regime ordinario sono numerose e comprendono, ad esempio, spese mediche, interessi sui mutui per la prima casa, lavori di ristrutturazione, assicurazioni sulla vita, donazioni a enti benefici e spese per l’istruzione, generalmente con una detrazione pari al 19% o, nel caso delle ristrutturazioni, al 50%.
Il regime forfettario, invece, funziona in modo completamente diverso: in questo caso il reddito imponibile non si calcola sottraendo i costi effettivamente sostenuti, ma applicando un coefficiente di redditività ai ricavi complessivi. L’unica spesa deducibile ammessa è quella relativa ai contributi previdenziali obbligatori. Tuttavia, un contribuente forfettario può comunque usufruire delle detrazioni previste per l’IRPEF, ma solo se possiede altri redditi soggetti alla tassazione ordinaria che si sommano a quelli generati dall’attività autonoma.
Indipendentemente dal regime fiscale scelto, la gestione accurata di costi e ricavi è fondamentale per mantenere una visione chiara dell’andamento dell’attività e per compiere scelte strategiche consapevoli. Avvalersi di un consulente specializzato può essere utile per pianificare al meglio la propria posizione fiscale. Contattaci per saperne di più.
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