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Professionisti del Successo

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Dichiarazione dei redditi: la presentazione del modello rappresenta uno degli adempimenti fiscali più importanti per ogni contribuente. Il suo scopo principale è, infatti, quello di comunicare all’Agenzia delle Entrate i redditi percepiti durante l’anno, consentendo così il corretto calcolo delle imposte dovute. Rappresenta un obbligo periodico e, nello specifico, annuale, le cui scadenze variano a seconda del modello utilizzato: il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF). Quando il contribuente non presenti la dichiarazione, si configura il reato di omessa dichiarazione dei redditi. Anche nel caso in cui non si configuri un dolo, le conseguenze a livello sanzionatorio possono essere particolarmente ingenti, e sconfinare, in casi estremi, anche sul piano penale.
La dichiarazione è ufficialmente considerata presentata nel momento in cui viene trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate oppure consegnata presso banca o ufficio postale, se tali modalità sono consentite.
Per essere valida, deve essere inviata entro i termini di legge: il 30 settembre per il Modello 730 e il 31 ottobre per il Modello Redditi PF. Se il file telematico viene scartato, la trasmissione è comunque ritenuta tempestiva se viene ripresentata entro cinque giorni dalla comunicazione di scarto da parte dell’Agenzia.
Il Fisco considera tardiva la dichiarazione se inviata entro 90 giorni dal termine previsto, ma oltre tale limite — come stabilito dall’art. 2, comma 7 del DPR 322/98 — essa è considerata omessa.
In particolare, il Modello 730 è omesso se presentato dopo il 29 dicembre, mentre per il Modello Redditi PF la scadenza ultima è il 29 gennaio dell’anno successivo. Anche se omessa, la dichiarazione conserva valore per la riscossione delle imposte risultanti dai redditi dichiarati.
Oltre al ritardo, il Fisco può considerare omessa in ulteriori circostanze, come nel caso di utilizzo di modelli non conformi a quelli approvati dall’Agenzia delle Entrate o in assenza di firma. In queste situazioni, la documentazione è nulla e non costituisce titolo valido per la riscossione delle imposte, ma il contribuente può regolarizzare la propria posizione entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso.
Le sanzioni per omessa dichiarazione dei redditi, previste dal Dlgs n. 471/97, sono particolarmente severe. Si tratta di sanzioni pecuniarie calcolate in percentuale sulla differenza tra quanto accertato dall’Agenzia delle Entrate e quanto dichiarato.
Nello specifico, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive, si applica una sanzione amministrativa del 120 % dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 250. Se non sono dovute imposte, la sanzione va da euro 250 a euro 1.000.
Oltre alla multa, l’omissione impedisce di utilizzare eventuali crediti d’imposta per compensare debiti fiscali, come stabilito dalla risoluzione n. 82/E/2020.
Particolare attenzione è riservata ai contribuenti che detengono attività o conti nei paesi che si caratterizzano per un regime di fiscalità privilegiata, i cosiddetti paradisi fiscali: questi, infatti, sono soggetti ad importanti obblighi di monitoraggio fiscale. Le sanzioni possono variare dal 6% al 30% degli importi non dichiarati, rendendo la violazione particolarmente grave.
Il contribuente che non abbia presentato la dichiarazione dei redditi entro i termini può sanare la propria posizione presentando la dichiarazione tardiva e versando le sanzioni previste.
Anche nel caso in cui la dichiarazione viene omessa, se la si presenta entro i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno successivo è possibile fruire di una riduzione delle sanzioni rispetto a quelle previste in via ordinaria dall’ordinamento vigente. In questo caso specifico, infatti, a decorrere dal 1 Settembre 2024, si applica una sanzione del 25% aumentata al triplo (75%), ai sensi dell’articolo 13 comma 1 del Decreto Legislativo 471/97 come modificato dal D.Lgs. 87/2024.
Risulta consigliabile agire tempestivamente e affidarsi a un professionista per calcolare correttamente imposte, sanzioni e interessi ed evitare ulteriori complicazioni fiscali in futuro.
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