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Professionisti del Successo

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Gruppo IVA: il regime introdotto con la Legge di Bilancio 2017 è una delle maggiori recenti innovazioni sul piano fiscale per le imprese italiane. Le società legate da rapporti finanziari, economici ed organizzativi possono, in questo modo, presentarsi come un unico soggetto passivo ai fini dell’IVA, operando con un’unica partita e interfacciandosi con gli uffici finanziari come un’unica entità. Ecco tutti i dettagli.
L’adozione di questo strumento è particolarmente vantaggiosa per quelle realtà strutturate con una holding al vertice e più società controllate, oppure per quei gruppi che effettuano numerosi scambi interni. In questi casi, centralizzare la gestione IVA consente di ridurre costi operativi, semplificare le fatturazioni e ottimizzare la liquidità grazie alla compensazione interna dei crediti e dei debiti IVA. Dal punto di vista operativo, il regime comporta una trasformazione nella modalità di emissione e ricezione delle fatture. Le operazioni effettuate tra soggetti appartenenti al gruppo non sono soggette a IVA, mentre tutte le fatture verso l’esterno devono riportare la partita IVA del gruppo. Allo stesso tempo, anche le fatture in ingresso da fornitori terzi sono imputate al soggetto unico.
La sussistenza di un vincolo finanziario diretto o indiretto tra le imprese che lo compongono è la condizione necessaria per la costituzione di un gruppo Iva. Non possono aderire soggetti sottoposti a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, fermi giudiziari o che abbiano una stabile organizzazione estera pur con sede in Italia.
Dal punto di vista procedurale, la costituzione avviene attraverso la nomina di un rappresentante del soggetto passivo unico.
I vantaggi di questo regime sono particolarmente evidenti soprattutto per le realtà di gruppo societarie che desiderano semplificare gli adempimenti IVA, eliminare l’imposizione fiscale sulle operazioni interne e ottimizzare la gestione del credito IVA in un’ottica integrata. Inoltre, tale entità può consentire di ottenere maggiore autonomia nella pianificazione strategica.
In conclusione, aderire a questo strumento non è solo una scelta tecnica, ma un vero e proprio strumento di ottimizzazione fiscale. Consente, in particolare alle realtà aziendali complesse, di ridurre il carico burocratico, minimizzare i rischi di errori e razionalizzare le operazioni interne. Affidarsi a consulenti specializzati può rappresentare una scelta rilevante per impiegare in modo completo il suo potenziale nel rispetto delle disposizioni normative vigenti.
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