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Professionisti del Successo

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Incentivi imprese. Non è più sufficiente essere in regola con i contributi previdenziali. Per accedere e mantenere bonus, sgravi e agevolazioni contributive, le imprese devono dimostrare il pieno rispetto delle norme contro il lavoro nero e a tutela della sicurezza sul lavoro. È questo il messaggio che emerge con chiarezza dai più recenti chiarimenti dell’INPS, che rafforzano l’applicazione del comma 1175 della Legge 296/2006, potenziato dal Decreto 19/2024, introducendo controlli più stringenti e procedure di recupero dei benefici già fruiti in caso di irregolarità, anche pregresse.
Il rispetto delle norme in materia di sicurezza è divenuto, infatti, un requisito sostanziale per accedere alle agevolazioni.
Le violazioni che compromettono il diritto ai benefici sono elencate nell’Allegato A del Decreto del Ministero del Lavoro del 30 gennaio 2015. A ribadirlo è stata l’INPS nell’ambito della Circolare n. 16/2025, che resta il riferimento ufficiale per valutare la regolarità del datore di lavoro. Ultimo documento di riferimento per il rispetto dei requisiti di sicurezza sul lavoro da parte delle aziende è la circolare 150 del 2025, pubblicata lo scorso 16 Dicembre.
Le verifiche non si basano più soltanto su autocertificazioni o controlli a campione. L’INPS effettua accertamenti incrociati attraverso il “Portale Nazionale del Sommerso”, interrogato in cooperazione applicativa con INAIL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Guardia di Finanza e Carabinieri. In questo modo vengono individuati eventuali provvedimenti sanzionatori in corso che possono bloccare l’accesso ai benefici.
Il DURC resta il primo e imprescindibile requisito per accedere agli incentivi contributivi. Un esito negativo della verifica di regolarità contributiva comporta il recupero automatico dei benefici per tutti i periodi in cui, alla data dell’interrogazione del sistema “Durc OnLine”, risulti l’irregolarità.
Oltre alla regolarità contributiva, le imprese sono tenute a rispettare accordi e contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
Su questo punto, però, il legislatore introduce una distinzione importante: diversamente da quanto avviene con il DURC, in caso di violazione dei contratti collettivi l’INPS procede al recupero delle agevolazioni solo per i lavoratori interessati dalla violazione e limitamente al periodo in cui essa si è verificata.
La normativa prevede comunque strumenti di tutela per le imprese che si attivano tempestivamente. Il comma 1175-bis della Legge 296/2006 stabilisce che, se le violazioni vengono sanate entro i termini indicati nel verbale di accertamento, le agevolazioni già fruite non sono oggetto di recupero.
Diversa la situazione quando l’irregolarità emerge d’ufficio o a seguito di ispezioni: in questi casi non è possibile evitare il recupero, ma è prevista una riduzione del 50% delle sanzioni.
Se invece la violazione è non sanabile, il recupero dei benefici è comunque contenuto entro un limite massimo pari al doppio dell’importo oggetto di verbalizzazione.
Il quadro che va a delinearsi è chiaro: gli incentivi non sono più un automatismo legato al solo DURC, ma uno strumento premiale riservato alle imprese che dimostrano un comportamento complessivamente corretto, su svariati piani: contributivo, contrattuale e della sicurezza sul lavoro.
Una svolta, quella impressa dal legislatore, che va a rafforzare la funzione delle agevolazioni come leva di legalità e responsabilità sociale. Contattaci per avere maggiori informazioni.
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