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Professionisti del Successo

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IRES: è l’acronimo per Imposta sul reddito delle società. Si tratta di una delle principali imposte che gravano su questa tipologia di enti in Italia. Si applica ai redditi delle società di capitali, agli enti commerciali e a determinate categorie di enti non commerciali. L’aliquota ordinaria è fissata al 24%, che viene calcolata sul reddito imponibile secondo quanto stabilito dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Comprendere a fondo come funziona l’IRES è essenziale per gestire in modo strategico la fiscalità aziendale, evitare errori nella pianificazione e sfruttare tutte le agevolazioni fiscali previste dalla legge. In un contesto economico sempre più competitivo, conoscere il significato di IRES e come calcolarla può fare la differenza tra un’impresa efficiente e una che paga più tasse del necessario.
L’IRES è un’imposta proporzionale che colpisce il reddito complessivo delle società di capitali e degli enti commerciali residenti in Italia. Tra i soggetti passivi rientrano le SRL, le SPA, le società cooperative, le società di mutua assicurazione e gli enti pubblici o privati che producono reddito d’impresa. Anche i trust e gli organismi di investimento collettivo possono essere soggetti all’IRES per i redditi generati nel territorio italiano. Non ne sono invece tenute al suo versamento le società di persone e i professionisti, i cui redditi sono tassati tramite IRPEF.
Il calcolo dell’IRES parte dal reddito d’impresa risultante dal bilancio d’esercizio, al quale vengono applicate alcune rettifiche fiscali obbligatorie. A questo importo si sottraggono i costi deducibili, come stipendi, affitti, ammortamenti e spese per la ricerca e sviluppo. La differenza costituisce la base imponibile su cui si applica l’aliquota del 24%.
Per esempio, se un’azienda registra 100.000 euro di ricavi e 30.000 euro di costi deducibili, il reddito imponibile sarà pari a 70.000 euro. Applicando l’aliquota IRES del 24%, l’imposta dovuta sarà di 16.800 euro.
L’imposta va versata tramite modello F24 in modalità telematica, con due acconti annuali e un saldo finale. Il primo acconto è dovuto entro il 30 giugno, il secondo entro il 30 novembre, mentre il saldo va pagato entro il 30 giugno dell’anno successivo.
È importante non confondere l’Imposta sul reddito delle società con l’IRAP, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. La principale differenza è che l’IRES colpisce il reddito netto delle società, mentre l’IRAP si calcola sul valore della produzione, escludendo costi come il lavoro dipendente e gli oneri finanziari. In altre parole, l’IRES è legata al profitto, l’IRAP all’attività produttiva.
Molte imprese italiane subiscono un’imposizione fiscale maggiore del necessario in quanto non conoscono o non sfruttano in modo pieno le strategie di ottimizzazione fiscale previste dalla normativa. Rivolgersi ad un professionista può essere utile per determinare il carico fiscale opportuno, rispettando le leggi vigenti. Contattaci per saperne di più.
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