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FINANZIAMENTI

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: nuovi contributi per le imprese

Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: è partito ufficialmente il countdown per i nuovi contributi a fondo perduto dedicati ai giovani under 35 che vogliono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale sia al Mezzogiorno che al Nord Italia.

Ad introdurre le misure il Decreto Coesione (D.L. 60/2024, convertito in legge 95/2024). Un imminente provvedimento ministeriale stabilirà le date di apertura e chiusura dei bandi, oltre che le modalità per la presentazione delle domande e la documentazione necessaria. Ecco tutti i dettagli.

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: a chi si rivolgono?

Obiettivo degli incentivi è il sostegno ai giovani under 35 disoccupati, inattivi o inoccupati, inclusi i beneficiari del programma GOL e chi vive in condizioni di marginalità sociale. Lo scopo che si connette a questa prima finalità è quello di offrire loro un’opportunità concreta di realizzare un progetto imprenditoriale.

I percorsi sono due: ACN – Autoimpiego Centro-Nord, dedicato alle regioni settentrionali e centrali, e RSUD – Resto al Sud 2.0, rivolto alle iniziative imprenditoriali che saranno avviate regioni meridionali e insulari.

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: i contributi

I contributi sono erogati sotto forma di voucher a fondo perduto fino al 100% dell’investimento: fino a 30.000 euro al Centro-Nord, elevabili a 40.000 per progetti innovativi, digitali o sostenibili; fino a 40.000 euro al Sud, con la possibilità di arrivare a 50.000 in caso di iniziative imprenditoriali caratterizzate da un grado elevato di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.

Un benefit ulteriore è riservato ai percettori di NaspI, che potranno richiedere l’anticipo dell’indennità in un’unica soluzione, cumulandola con il contributo per disporre di un capitale iniziale.

Per Resto al Sud 2.0, i progetti ammissibili hanno sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Oltre ai voucher, sono previsti contributi fino al 75% per investimenti fino a 120.000 euro e fino al 70% per quelli tra 120.000 e 200.000 euro. Per l’incentivo Autoimpiego, rivolto al Centro-Nord, i massimali restano di 30.000 o 40.000 euro per i progetti innovativi, con le stesse percentuali di contributo a fondo perduto sugli investimenti più consistenti.

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: spese finanziabili

Possono fruire dell’agevolazione attività di lavoro autonomo con partita IVA, imprese individuali, società di persone, srl, cooperative e studi professionali, purché siano stati avviati almeno 30 giorni prima della presentazione della domanda. Non possono fruire della misura le riaperture di attività cessate nei sei mesi precedenti e che presentavano lo stesso codice Ateco.

Tra le spese finanziabili rientrano investimenti in beni e servizi per l’avvio dell’attività, comprese consulenze tecniche di enti del terzo settore (entro il 30% del programma), mentre restano esclusi costi come quelli per personale, locazioni, materie prime e consulenze legali o fiscali.

Occorrerà sostenere le spese entro un massimo di 16 mesi, prorogabili a 20.

Ogni progetto ammesso riceverà inoltre 5.000 euro in servizi di tutoring, per rafforzare le competenze gestionali e garantire il corretto utilizzo delle agevolazioni. La gestione operativa è affidata a Invitalia, che seguirà l’istruttoria, la concessione e l’erogazione dei fondi, oltre al tutoraggio.

L’Ente Nazionale per il Microcredito offrirà, inoltre, attività di formazione e accompagnamento, mentre Sviluppo Lavoro Italia coordinerà la promozione e i collegamenti con centri per l’impiego e Camere di commercio.

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