
Studio Chiriatti and Partners
Professionisti del Successo

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Startup innovative: cambia radicalmente il quadro normativo e, soprattutto, fiscale per il settore. Due le principali fonti legislative che lo ridefiniscono: la Legge annuale sulla Concorrenza (n.193/2024) e la Legge Startup (n.162/2024). Numerosi gli aspetti interessati dalle variazioni: definizioni, requisiti d’accesso, permanenza nel Registro delle Imprese e soprattutto le agevolazioni fiscali per chi investe in queste realtà. L’obiettivo delle innovazioni è chiaro: sostenere in modo mirato le realtà imprenditoriali la cui attività si qualifica per un alto contenuto tecnologico, puntando a un’innovazione concreta e strutturata con riflessi ad ampio spettro. Ecco tutti i dettagli.
Il nuovo impianto normativo rafforza gli incentivi fiscali alle startup innovative, limitando invece le agevolazioni per le PMI. Questo orientamento privilegia le imprese nella fase iniziale di sviluppo, accompagnandole verso il passaggio al modello di scale-up, in linea con gli standard europei.
Secondo la nuova definizione, una startup innovativa deve essere una micro, piccola o media impresa che opera prevalentemente nello sviluppo di prodotti o servizi tecnologici, investendo almeno il 15% del fatturato in ricerca e sviluppo. È inoltre escluso chi svolge prevalentemente attività di consulenza.
Un’altra importante modifica riguarda la permanenza nel Registro speciale delle Imprese: il periodo iniziale vede, infatti, una riduzione a 3 anni, con la possibilità di proroga fino a 7, se l’impresa dimostra di essere in fase di scale-up, ovvero una crescita significativa. I criteri per l’estensione includono un aumento del fatturato del 20% annuo negli ultimi due anni e partnership con enti di ricerca o grandi imprese.
Per gli investitori, restano in vigore le detrazioni IRPEF del 40% per le persone fisiche, mentre per le imprese soggette a IRES rimane l’esenzione sull’imponibile. In regime de minimis, la detrazione sale al 65%. Nuovo anche il credito d’imposta per incubatori e acceleratori, pari all’8% dell’investimento fino a 500mila euro annui, a condizione che sia mantenuto in vigore per un periodo minimo di tre anni.
La categoria di imprese che, invece, vede maggiori restrizioni in essere, è quella delle PMI Innovative. Queste ultime, invece, perdono uno degli incentivi più attrattivi: la detrazione del 50% per chi investe in queste imprese non è stata prorogata oltre il 31 dicembre 2024. Tuttavia, chi resta nel registro delle PMI innovative può accedere a incentivi alternativi, previa verifica di nuovi requisiti e presentazione di un business plan dettagliato.
In conclusione, il 2025 segna una netta distinzione tra startup e PMI innovative. Più opportunità per le prime, più selettività per le seconde. Il quadro di riforme attuato guarda al futuro dell’innovazione in una chiave di lettura comunitaria, premiando solo chi dimostra reale valore tecnologico e ambizione di crescita. Per le imprese è fondamentale l’assistenza da parte di un professionista specializzato: contattaci per saperne di più.
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